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78 risultati trovati con una ricerca vuota
- Il terrazzo quadrato
Uno spazio che raddoppia la casa Un simpatico signore mi ha chiesto di allestire il suo terrazzo, fino ad allora poco arredato, con piante e e mobili in tempo per l'arrivo di un'ospite importante. In soli dieci giorni ce l'ho fatta! Il design essenziale delle fioriere, usate in modo rigoroso a formare un muretto tutto intorno, per dare riservatezza al salotto all'aperto è stata la chiave della composizione. Nelle fioriere una fila di Myrtus microphilla. Sui pilastrini delle ciotole con un convolvolo bianco, molto resistente. Un impianto d'irrigazione e un falso gelsomino rampicante hanno completato la sistemazione.
- Un appartamento in un palazzo storico
Mid century chic Ristrutturazione integrale di un appartamento in un palazzo antico nel pieno centro di Roma, con il recupero delle pavimentazioni originali, l’eliminazione di vecchie tramezzature e la realizzazione di nuovi impianti. La decorazione delle pareti e delle finestre, la conservazione delle vecchie porte restaurate, l’arredamento sono giocati su toni neutri e freddi, dal ghiaccio al beige chiaro. L’arredo accosta pezzi vintage anni ’50 e ’60 a oggetti contemporanei.
- Linea continua
Un’installazione minimale, di due sole immagini, che pur essendo state colte in luoghi lontanissimi tra loro (una a Malta e l’altra sui monto Ernici), rivelano una singolare affinità formale e ideale. Ci piace la metafora del camminare in salita. Che si tratti di salire lungo un pendio nevoso o per un sentiero che ti porta a scoprire la vista del mare di là da un muro, vincere l’inerzia per raggiungere le mete più alte e più belle. Questo lavoro, come altri qui sono parte di un progetto di arredamento e decorazione della sede romana del Laurento. Luoghi
- Il Museo Canonica a Villa Borghese
Quando si potrà di nuovo trascorrere un sabato a spasso per la città ricordati di cercare il Museo Pietro Canonica, non troppo famoso, incastonato dentro Villa Borghese. Ci puoi arrivare in bicicletta. Affascinante dimora dello scultore Pietro Canonica, convertito in esposizione permanente aperta al pubblico, mostra una vasta collezione di sue opere, modelli, prove d’artista. Personaggio di spicco della scena artistica del primo Novecento, Pietro Canonica era una versa star, chiamato a ritrarre nel marmo e nel bronzo dive del teatro (vedi qui sotto Lyda Borelli), principesse, prelati e re, fino al monumento equestre per l’ultimo zar, Nicola II. Ci si trova immersi in ciò che resta della Belle Epoque, prima che tutto cambiasse all’indomani della Grande Guerra. Polverizzata dal tempo la gloria di quei decenni, ci restano forme che sanno liberarsi dalla costrizione della materia, evocando sguardi ancora in grado di dialogare con noi. Questa raccolta ospita opere che in alcuni casi erano prove e studi per monumenti, da fondere nel bronzo e innalzare su piedistalli. Eppure molti bozzetti di ritratti conservano il palpito della vita delle persone reali, (intendo vere, non teste coronate), restituendoci a distanza di un secolo tutta la loro umanità.
- Fiber art
Qualche anno fa ho conosciuto il lavoro di Olga Teksheva, artista russa che vive a Roma e opera nel campo della Fiber art. Le sue istallazioni mi hanno incuriosito e ci ho trovato dentro un mondo da fotografare. Questa in particolare si intitolava “Il bosco incantato” ed è stata esposta da Pavart durante la mostra “Flusso di linfa“. Ho fotografato varie opere di Olga, in vari contesti. Qui i dettagli di una istallazione esposta l’anno scorso, durante la Rome Art Week 2018. Qui sotto Olga al lavoro nel suo studio. È incredibile come da un piccolo spazio come il suo laboratorio possa prendere corpo e volume una produzione così visionaria e complessa, che poi si allarga nello spazio espositivo creando degli scenari fantastici. Il mio obiettivo fotografico è attratto da questi micro paesaggi. #artecontemporanea #macro #pavart
- Santa Francesca Romana
Queste foto sono scattate all’interno dell’antica casa di riposo per il personale di servizio della famiglia Doria Pamphilij. Qui venivano ospitati quanti avevano lavorato nelle proprietà della famiglia e che non potevano più mantenersi da soli. Oggi la stessa famiglia guida la gestione di una Onlus che continua nella sua mission l’attività assistenziale a beneficio degli anziani fragili del quartiere Trastevere. Il luogo ha un fascino singolare, con i sui angoli delabré, con le figure evanescenti dei suoi abitanti, il suo silenzio così prossimo al frastuono del centro di Roma. Oggetti d’uso, come letti, tavoli, sedie, sono stati disposti in modo da ricreare, nelle grandi camerate comuni, l’assetto antico di questa istituzione benefica. Il contributo della famiglia Doria-Pamphilij, che promuove le attività di gestione e di finanziamento dell’istituto, ne testimonia l’incidenza nel tessuto sociale di ieri e di oggi. L’inizio di una storia a lieto fine può anche partire da uno scenario povero, legato ad un passato remoto, intriso di malinconia. Qualcosa di questi ambienti mi fa pensare alle illustrazioni di certi libri per l’infanzia molto vecchi, con le pagine ingiallite, che raccontano di orfanelli e di matrigne, a cui a un certo punto succede qualcosa di meraviglioso. Questi oggetti poveri in ambienti così ampi e nobili, mi fanno immergere in atmosfere come quelle evocate dai diorami di Paolo Ventura (un tuffo al cuore). #fotografia #Roma #wix
- MAAM: un reportage fotografico
Il Museo dell’Altro e dell’Altrove Una passeggiata in un luogo molto singolare: il Museo MAAM dell’Altro e dell’Altrove, ospite della Metropoliz_Città Meticcia , in compagnia di Velia Littera, curatrice e gallerista di Pavart a Roma. Velia mi ha portato a scoprire un mondo popolato di opere d’arte vive. In questi ambienti, appartenenti ad una ex fabbrica di salumi, passata alla proprietà di un gruppo romano delle costruzioni ma di fatto in stato di abbandono, sono in parte occupati da una piccola comunità di immigrati e precari che la abitano abusivamente. Accanto alle famiglie che vivono lì, negli ambienti un tempo adibiti a mattatoio, un notevole numero di artisti ha riempito spazi e superfici con opere e installazioni di notevole valore, artistico e ideale. La cosa che colpisce appena entri negli spazi espositivi è l’odore, a tratti insopportabile, di muffe, umido e altro, non ben identificato. Devi stare attento a dove cammini perchè i macchinari dismessi del salumificio ingombrano il passaggio, le opere sono dappertutto. Gli artisti infatti si sono annidati, incastrati in ogni angolo, per lasciare le loro tracce. Questo fa sì che ogni metro quadrato sia denso di oggetti e di immagini. Stefania Fabrizi Stefano Salvi Museo dell’Altro e dell’Altrove Museo dell’Altro e dell’Altrove Diamond Mauro Cuppone e Guendalina Salini Carlo Gori Museo dell’Altro e dell’Altrove Bebé Bang Bang Sono andata lì per trovare e fotografare, Bebébangbang, una delle opere di Roberta Morzetti che costituiscono l’oggetto del progetto RO-MA, esposto in occasione della Rome Art Week 2018 da Pavart. Un villaggio custodisce l’arte La letteratura web sull’argomento MAAM è nutrita, e rimando al manifesto degli ideatori di Metropoliz, ma anche ai contributi critici di Art Tribune. L’azione di Giorgio De Finis, sociologo e antropologo che ne è l’ideatore, oggi anche direttore del MACRO, non manca di generare critiche. Gli artisti invitati a contribuire a questo progetto di occupazione infatti, si pongono in contrasto con le politiche della museificazione dell’arte nel nostro paese. Nei giudizi dei visitatori, tuttavia, escono vittoriosi dal confronto con istituzioni blasonate (penso al MAXXI) che offrono assai meno cose da vedere, emozioni da provare, interrogativi da porsi: in breve molta meno arte del ventunesimo secolo. Sorprende, nel fare una ricerca su Google, l’alto rating attribuito al MAAM, non già da riviste specializzate, ma da Trip Advisor. In effetti l’esperienza del visitatore è forte, ricca, a volte un pugno nello stomaco, ma immersiva e stimolante. Tutta l’operazione rappresenta un esperimento sociologico attuato per mezzo della leva culturale. La comunità che abita gli spazi annessi all’ex salumificio è pacifica (molti bambini giocano e corrono all’aperto), coinvolta anche nella scelta delle opere da esporre, che sono sottoposte alla valutazione di un’assemblea partecipata. Il risultato sociale è degno di osservazione. Qui si respira un’aria di piccolo villaggio abitato da famiglie, che custodiscono un contenitore, sgangherato, di tesori d’arte. Siamo molto lontani da altri luoghi occupati abusivamente, scenari desolanti di un degrado spesso irrecuperabile. Ora le sorti di questi spazi e di questa comunità sono appese al filo esile della politica che deve prendere decisioni, dettate dalle sentenze della magistratura, se vuole risarcire una proprietà defraudata, senza danneggiare il Museo e senza scaraventare in mezzo alla strada gente in cerca di riscatto. La presenza di opere di valore, (che cosa imbarazzante da dire), potrebbe essere in grado di frenare le ruspe più delle famiglie di immigrati. #artecontemporanea #Maam #robertamorzetti
- Figurine
Sulla pagina bianca di un pendio innevato e battuto, in una giornata di sole, una domenica, si stampano figurine colorate dappertutto. Guardata da lontano, è una fantasia di piccoli umani variopinti. Si colorano Sulla pagina bianca Figure vive. #wix
- Fontane di Roma
Le temperature torride di questi giorni ci fanno guardare alle fontane di Roma con occhi diversi. Quell’acqua in perenne movimento dà refrigerio anche solo a passarci vicino. L’idea di etichettare le ondate di calore che investono l’Europa con nomi tratti dalla mitologia, come Flegetonte fiume infernale, e Caronte il venale traghettatore dell’Ade, o dalla storia come l’imperatore incendiario Nerone, anche se non serve a niente, funziona. Sempre attinenti con l’inferno o con il fuoco, le definizioni sono suggestive e noi ce le ricordiamo. Nel consumare passivamente questo inutile brand, poi, possiamo pur sempre “rinfrescare” la memoria dei nostri studi classici. Non è una nomenclatura ufficiale, come per gli uragani d’oltreoceano, ma solo un bizzarro esperimento di marketing da parte di Il Meteo.it . Naturalmente il pigro giornalismo estivo ci sguazza. #wix
- Studio De Sensi a Roma
La richiesta dell’Avvocato era stata molto specifica: completare l’arredamento del suo studio legale con i ritratti dei due giuristi Cicerone e Papiniano. Si voleva decorare la parete bianca del corridoio del nuovo studio, appena ristrutturato. Così mi sono divertita a scattare molte foto delle due statue che presidiano l’ingresso principale del Palazzaccio, dal lato del Tevere. Poi ne ho scelte due e le ho elaborate, perché non avevo bisogno di semplici cartoline: infatti l’avvocato ed io abbiamo trovato divertente sdrammatizzare il cipiglio dei due oratori con una nota vagamente pop. La mano destra aperta di Cicerone accoglie ora i visitatori dello studio legale De Sensi a Roma, mentre il suo collega Papiniano si volge verso la stanza dell’avvocato, in fondo al corridoio. La postura del pugno destro ben saldo sulla spalliera dello scranno non lascia dubbi sulla tempra di Papiniano: un uomo che sapeva dire di no. Questa ed altre notizie ho raccolto sui due personaggi, autentici martiri del diritto, che ho rappresentato aggiungendo alle forme classiche e severe delle statue di marmo bianco qualche pennellata (virtuale) di colore. Stavolta ho provato un supporto di stampa per me nuovo, il multistrato di pioppo. La qualità della stampa, perfettamente fedele alle immagini digitali, è davvero ottima e per dare più corpo e una miglior finitura ai due pannelli li ho fatti incorniciare da Giuseppe Leonetti, di InQuadro, un artigiano che lavora come si deve. Ho disegnato il profilo della cornice che lui stesso ha realizzato. Giuseppe, infatti, non usa profili standard. È possibile realizzare una cornice così sottile proprio grazie al pannello in legno, al quale è possibile inchiodarla, anche col supporto di un sottile controtelaio. Il risultato è un oggetto leggero, pur di ampie dimensioni. Ogni quadro misura 150 cm x 100. Siamo tutti molto contenti di questo lavoro, e mi vanto di avere avuto, alla fine delle operazioni di montaggio, anche l’applauso dello staff dello studio.











